giovedì 9 ottobre 2014

Renata Olivetti: a.s.1965/66 2°F

Ed eccoci finalmente nell'autunno del 1965 in 2°F.
A metà degli anni '60 il mondo occidentale evidenziava benessere economico e stabilità sociale. Scongiurato il pericolo di una terza  guerra mondiale con l'attenuarsi degli attriti tra Usa e Urss, la vita di tutti i giorni aveva ripreso a seguire i suoi ritmi naturali. Il sogno di un'esistenza serena,  si era per molti realizzato, e negli anni '60 si poterono toccare con mano i primi risultati del cosiddetto "miracolo economico". Un numero sempre maggiore di famiglie poteva permettersi cose che, fino a pochi anni prima, erano viste come lussi irraggiungibili: l'automobile, la televisione, le ferie al mare.
Ma sotto la coperta della stabilità covava un germe di ribellione.
I padri di famiglia, appartenenti a una generazione che visse in prima persona la tragedia della seconda guerra mondiale, rivendicavano il diritto di vivere in santa pace senza scossoni;  noi, i loro figli, invece, ci accorgemmo che col ritrovato benessere stava affermandosi una società immobile e cominciavamo a sentirsi ingabbiati. Ad accentuare l'inquietudine dei giovani contribuirono la musica e la letteratura: erano, quelli gli anni dei Beatles, dei Rolling Stones, di Bob Dylan. In Italia c'erano gli "urlatori", capeggiati da Celentano. Sul versante letterario, un urto violento si ebbe con la Beat generation: il mito di una vita "On the road", priva di schemi, faceva proseliti tra i giovani americani.
Così la barriera tra le due generazioni crebbe sempre di più e si arrivò al primo atto di protesta. Durante gli ultimi mesi del 1964, l'università californiana di Berkeley fu occupata dagli studenti, guidati da un ragazzo di chiare origini italiane, Mario Savio. Fu, quello l'inizio della Contestazione. Il vento che soffiava dalle coste della California giunse in Europa due anni più tardi. L'Italia fu il primo paese del vecchio continente a recepire il messaggio della protesta che veniva di là dall'oceano. 
 Un vero e proprio caso, però, scoppia a Milano il 22 febbraio del '66, con l'incriminazione di tre studenti e del preside del liceo ginnasio Parini.
Accusa: incitamento alla corruzione.
Causa di tanto rumore fu un inchiesta pubblicata sul giornalino dell'istituto ''La zanzara''.
I redattori, affrontando il tema del sesso, scrissero: "Vogliamo che ognuno sia libero di fare ciò che vuole, a patto che ciò non leda la libertà altrui. Per cui assoluta libertà sessuale e modifica totale della mentalità. Sarebbe necessario introdurre un'educazione sessuale anche  nelle scuole in modo che il problema sessuale non sia un tabù, ma venga prospettato con una certa serietà e sicurezza. La religione in campo sessuale è apportatrice di sensi di colpa". Il tenore di queste frasi, oggi, fa pensare alla scoperta dell'acqua calda. Ma la magistratura reagì con la rabbia di chi subisce un'ustione.
Gli studenti e il preside furono rinviati a giudizio, e solo il presidente del tribunale dimostrò un minimo di equilibrio, pronunciando un giudizio di assoluzione accompagnato dalle seguenti parole: "Non montatevi la testa, tornate al vostro liceo e cercate di dimenticare questa esperienza senza atteggiarvi a persone più grandi di quello che siete".
L'episodio del Parini, conclusosi per il meglio, può essere visto come l'accensione della miccia di una bomba che sarebbe esplosa un anno dopo.



Della decimata 1°F rimanevamo: io, Laura Zama, Franco Cartella, Cristina Reyneri , Paola Corona, Ciacci Fulvio, Marco Garabello, Graglia Enrico, Aimone, Monticone, Amprimo Giorgio. Da altre prime, anch'esse dimezzate, arrivarono: Bava,Oldani, Cascini, Modena, Osella e mi sembra Biselli e altri di cui ho un ricordo meno nitido. Mi sembra che in tutto fossimo 36. La professoressa nella foto era la nuova insegnante di italiano Grandi, molto severa e un po' freddina.
L'anno incominciò bene con l'arrivo di tutti questi nuovi compagni simpatici e più estroversi
dei nostri soliti compagni e che riempirono il vuoto lasciato da chi non era passato.
Non ci furono particolari problemi  con i professori, solo il nuovo prof. di scienze Marino già anziano e logorato da tanti anni di insegnamento e dai problemi familiari, ci creava qualche problema con certe sue manie e qualche volta riusciva ad impressionarci con i suoi famosi due, che poi ci faceva rimediare con album di disegni ricalcati dal libro, e io sinceramente lo trovavo un metodo di studio infantile.
Ma a parte questi intermezzi la cosa che segnò maggiormente questo anno, fu lo sbocciare dei primi amori.
Ovviamente non posso fare nomi, ma vi assicuro che furono storie intense e che in alcuni casi hanno lasciato un ricordo indelebile nei nostri cuori.
Gli insegnanti non vedevano di buon occhio questi nostri innamoramenti specialmente perché, per loro, erano sempre con le persone sbagliate!!!!
Passai le pene d'inferno per queste intromissioni nella mia vita privata, ma i miei si dimostrarono comprensivi permettendomi di frequentare i miei amori al di fuori della scuola a patto che  mi impegnassi nello studio.
E i miei problemi con il disegno? Risolti, disegni in cambio di traduzioni di latino e il gioco era fatto.

E così finì anche la seconda, fui promossa e questa volta veramente soddisfatta dell'anno trascorso partii felice per le vacanze, pronta ad affrontare il triennio, ma ignara delle nuvole che sia addensavano sul mio imminente futuro.

PS: Purtroppo penso di essere troppo personale in queste mie memorie ma io non ho la fortuna di Piero di essere coadiuvata dai compagni e infatti mi sto chiedendo per chi stia scrivendo Per me stessa?

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